Momo: Photo-story of the trip 4th

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4Momo – ten days in Horta

4TH EPISODE
There is not much adventure on this 4th Gallery. Nonetheless I wanted to create a section dedicated to my staying in Horta, such a pleasant one it was. It has been a thick block of ten days, entirely spent between Horta, Porto Pim and their immediate countryside. To be exact, Porto Pim is forming a single town with Horta so I can say not to have moved at all during all those days.

The previous four days before landfall in Horta had been quite hard, with hard beating on the waves, the roof leaking salt water and a lack of fresh food. So it was quite natural that the first days were spent in a recovery mood, eating out, getting back into communication with my friends and family, writing some posts on the blog and mainly meeting people.
My biggest pleasure in Horta has been the possibility of entering in contact with a colorful community of offshore sailors. A big community, perhaps bigger than the community of local boat commuters in number of boats. A proportion never to be found elsewhere.

John, a Canadian who is sailing with his self-made aluminium custom 30feet boat and whose experience as an Ocean sailor dates back to the early eighties when he personally met Bernard Moitessier in Tahiti. Leo a Danish guy who came straight from Brazil in a rhumb line not caring about the doldrums with a boat not prepared for long distances motoring. I also met a couple of sailors I knew from Bermuda like Remigio Starz, an Italian retired gentleman who sailed around the world with his blue 50feet Moody. We met on the street by chance and hugged each other like old friends.

Of course the Momo kept me busy for another couple of days of maintenance with a boom which planks were split and needed to be glued and the roof that severely leaked water in the previous leg at sea.
Of course I enjoyed wandering around the town and harbour watching the thousand of paintings from the crews who passed by the harbour and I couldn’t leave without living my own trace.

Well, all that resulted in ten enjoyable days on which I never felt the need of visiting the rest of the Island!

QUARTO EPISODIO
Dopo una prima gallery che racconta di settimane di tribolazioni ed altre due in cui si naviga e basta in una barca che non smette mai di rollare, mi dovete perdonare se in questa quarta parte del viaggio fotografico di Momo ci sarà poca avventura. Anzi, nessuna.
Atterrati ad Horta in piena notte, per dieci giorni filati non mi sono mosso dal paese se non per un paio di passeggiate con bagno a Porto Pim, il quale è nient’altro che un sobborgo di Horta stessa.

Gli ultimi quattro giorni di navigazione prima di arrivare ad Horta erano stati molto faticosi. La barca batteva e rollava in bolina e si era creata una infiltrazione di acqua salata intorno al tambuccio. Cio’ risultava in un continuo gocciolare dal tetto della tuga, sciacquato dalle onde, alternitivamente su cucina o tavolo da carteggio, a seconda del bordo che tenevamo. Avevamo inoltre finito il cibo fresco avendo dato fondo alle riserve pochi in giorni prima pensando di essere ormai arrivati. Rimasti con fagioli in scatola e farine, senza voglia di cucinare, in una barca tutta bagnata, avevamo vissuto in condizioni che, forse con un po’ di enfasi, ma non troppa definirei miserabili.

E cosi’ i primi giorni ad Horta sono stati assorbiti dal morbido gusto al non far niente, al recuperare le forze. Dolce reazione allo sforzo compiuto. Mi dilungavo in prime e seconde colazioni al bar, in telefonate con gli amici in Italia, in pranzi e cene nelle economicissime trattorie del paese.
Ma soprattutto mi dilettavo a conoscere i componenti di quella colorita comunità di navigatori oceanici che qui senz’altro supera in numero la comunità dei marinai locali. Una concentrazione di gitani dei mari difficilmente riscontrabile altrove. Ce n’e’ di tutti i Paesi, Paesi europei naturalmente o Nord Americani.

C’e John, canadese, va in giro con un 9metri in alluminio autocostruito, ha conosciuto Moitessier a Tahiti nei primi anni ottanta e da allora e’ ancora in giro per gli oceani. C’e Leo, danese, arrivato con rotta diretta dal Brasile, in barba alle calme e all’anticiclone delle Azzorre, solo e senza gasolio sufficiente per affrontare prolungati periodi di calma a motore. E infine, Remigio Starz navigatore italiano, con una vita avventurosa alle spalle e all’attivo un giro del mondo in solitaria e a volte in dolce compagnia. Con Remigio mi ero conosciuto a Bermuda. Ci incontrammo per strada ad Horta, per caso, lui non aveva pianificato di venire alle Azzorre e appena incontrati ci abbracciammo e raccontammo le rispettive traversate. E’ questo, l’entrare in contatto con questa comunita’ il vero valore dei miei giorni ad Horta.

Un amico italiano, Fulvio, milanese e velista da piccolo cabotaggio costiero mi ha raggiunto in aereo.
Naturalmente non è mancata una sessione di manutenzione al Momo, manutenzione di cui ha costantemenete bisogno: si sigilla la falla sulla tuga, si incolla il boma in legno le cui quattro parti che lo compongono si stanno scollando, si sale in testa d’albero.

Il decimo giorno, io soddisfatto, Fulvio che non sta piu nella pelle, approfittiamo del meteo favorevole e prendiamo il mare…

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One thought on “Momo: Photo-story of the trip 4th

  1. Francesco Mala

    Finally, I say, a deserved rest and some `dry land` food. it looks like someone has got, not only sailing skills, but a creative hand for painting! Go on Thalassobiote!

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