Dripping gold (a pilgrimage)

ENG
Imagine the following scenario: a sailing enthusiast goes to Brittany for the first time in his life in for a sailing week. It is March and he booked the week with a couple of months in advance: how many possibilities has he got of catching seven full days of sunshine and starred skies without a single drop of rain? Not so many, you must recognize.
For those who does not know what I am talking about, Brittany is the Region where it is said “it is nice weather… many times a day” meaning that proper good weather is generally a brief ‘interval’ between an awful before and a terrible after!

The person in question is my friend Michelangelo. After booking the sailing he told me: “I am lucky with boat hiring, every time I rent a boat the weather is simply perfect”.
I have been in Brittany some ten times now and I enjoyed a full collection of drizzle, mist, heavy rain and freezing cold winds! So I was sure about the fact that Michelangelo would have gone back home with a sad frustration in his belief. But it did not happen… we had seven perfect days of sun after which this lucky Italian sailor went back without a clue about what the Breton weather is about! I was with him to enjoy this phenomenon and I am lucky to be able to tell about it: seven days of sunshine in Brittany!

I love this region. I love its coastline, I love its contrasts. Our time in there has been a privileged one. We had summery conditions without any crowd to share it with. We have been alone in anchorages and our boat was the only one floating in xxx, a port of Belle Ile for one night.
Two friends, a little fast boat and just sailing for a week. Good time! We spent half of our time wandering around the Gulf de Quiberon and visiting Belle Ile and Houat, green stripes of land with astonishing creeks. The rest of the time was spent inside the Morbihan, a closed sea in communication with the Gulf de Quiberon by a passage less than half mile wide. In this passage tidal currents can reach 11knots. Hundreds of tiny islands dot the Morbihan making the navigation in it wanderful.

A coastal river flows inside the Morbihan. It is the Auray river. We steamed upstream it for some 5Miles until a pedestrian bridge lower than our mast stopped us. The bridge is built at Le Bono, a tiny lovely drying harbour that represents quite a special place for ocean navigators and sailing enthusiasts. Bernard Moitessier, the first solo navigator to complete a round the World without stops or assistance is buried at the local cemetery.

Moitessier was a kind of gipsy personality, a barefoot walker and an eco activist. When we stepped into the graveyard we started to wonder where his grave should have been. Most of the tombs were tall blocks of shining black marble full of metal decorations. Almost of all them showed signs of nautical activity: a sailing boat, an anchor, a trawler. It was not the environment that most suited the idea we had of our hero’s personality. I stretched-out my head, looking for some sign of his presence. And I did notice something unusual. A tiny, half-dry palm tree sitting in a corner of the yard. Moitessier was also the man who planted trees in the French Polynesia and the palm three was a clear sign of his presence. We walked close by and his grave was in fact lying under the three: a simple, poorly carved piece of local stone stuck in the soil. Gifts from mariners like us were hanging on the stone and in every chip of the palm three. Monoculars, old bearing compasses, seashells.

The place had some magic on it, the moment was really emotional.That was the final rest of one of the greatest solo navigators on Earth. Le Bono is a fishing village but its position, at the end of a dredged channel make it a rural place, surrounded by threes and field more than a coastline spot. It is an idillic place.
The sun was roaring strong, its effect not cooled down because of the absolute calm of wind. Our heads were boiling and we soon started to feel hot and hazy. It was time to go out at sea again, in the fresh wind and so we payed the last tribute to our hero whose courses were all over to go searching for our next one.

ITA
Immaginatevi il seguente scenario: un velista vuole noleggiare una barca in Bretagna per una settimana a marzo e prenota con due mesi di anticipo. Una volta arrivato in Bretagna, quante probabilità avrà di avere sole e notti stellate per tutta la settimana senza mai vedere una goccia d’acqua?
Non molte.
Per chi non conoscesse la Bretagna, c’é un detto locale che recita: “in Bretagna fa bello… più volte al giorno!”, che vuol dire che se anche il sole lo si vede, di tanto in tanto, a questa apparizioni si alterna inevitabilmente del brutto tempo.

Il velista in questione ė il mio amico Michelangelo, compagno di deriva di vecchia data. Quando ha noleggiato la barca mi ha detto, “io ho fortuna con i noleggi, quando prendo una barca il tempo è invariabilmente bellissimo”. Io conosco la Bretagna per esserci stato ormai una decina di volte e so quanto il meteo possa essere orribile. E non intendo solo ‘brutto’ come si definisce in Italia tutto ciò che non è cielo azzurro ma veramente orribile. Nebbie in ogni stagione, venti umidi se non carichi di pioggia.
Ero sicuro che Michelangelo se ne sarebbe tornato a casa al termine della settimana con la sua ottusa certezza incrinata dal vento del Nord.. ma cosi non è stato e così Michelangelo se ne è tornato in Italia senza aver visto una goccia d’acqua in Bretagna! Tutto ciò anche per la mia felicità poichè ho avuto il piacere di fare da skipper durante i sette giorni.

Sono stati sette giorni fantastici. Venti moderati, ancoraggi tutti per noi e porti semideserti. A XXX siamo stati l’unica barca che non fosse in secca durante l anotte che vi abbiamo trascorso. Due amici, una barchetta veloce, e solo vela. Abbiamo trascorso metà del nostro tempo a bordo nelle isole di Belle Ile e Houat e i restanti giorni dentro al golfo del Morbihan, un piccolo mare chiuso con al suo interno centinaia di piccole isole, un luogo dove le correnti di marea possono raggiungere i dieci nodi.

Un fiume costiero sfocia all’interno del Morbihan. Si tratta del fiume Auray. Lo abbiamo risalito a motore nella calma di vento finchè un ponte pedonale, più basso del nostro stesso albero ci ha sbarrato la strada. Ci trovavamo a. Le Bono, a circa 5miglia dal mare aperto. Le Bono ė un porticciolo che va in secca con la bassa marea ed ė conosciuto tra noi velisti per essere il luogo dove ė sepolto Bernard Moitessier.

Bernard Moitessier, per chi proprio non lo sapesse, fu un grande navigatore solitario cresciuto in Indocina da famiglia francese. Fu il primo uomo a circunnavigare il globo solo e senza scalo. Era anche un eco attivista, si adoperò per la tutela dell’Ambiente ed aveva una personalità alquando gitana. Si definiva ‘scalzacani’. Il cimitero di Le Bono è un piccolo quadrato di terra circondato da un muro in pietra. Grosse tombe di marmo lucidato lo riempiono. Su esse tutte le iscrizioni, sculture, incisioni raccontano di storie di mare: una barca a vela, un’ancora, un barca da pesca.
Non ė proprio l’ambiente dove aspettarsi la tomba di un eroe hippy. Ne cercavo un segno, un indizio. Finalmente, in un angolo del perimetro del cimitero notai una palma, piccola e un po’ rinsecchita. Era un chiaro indizio. Infatti Moitessier sostenne varie lotta a Tahiti per piantare palme e poi preservarle dai topi che ne devastano i frutti.

Proprio sotto la palma trovammo la lapide del nostro eroe. Un pezzo di pietra tagliato grossolanamente con un incisione eseguita in modo primitivo. Sulla lapide e in ogni scaglia dell’adiacente palma erano appesi omaggi lasciati da visitatori come noi: bussole da rilevamento, piume di uccello, conchiglie.
Era un momento senz’altro emozionante. Uno dei più grandi navigatori solitari di tutti i tempi nel suo porto finale, un rifugio di pescatori immerso nel verde della campagna fra campi coltivati e alberi e riparato da questi ultimi dall’impeto dei venti oceanici.

Il sole ci dardeggiava nel cielo sgombro di nubi. Nella calma piatta, in assenza di alcuna brezza di mare iniziammo a sentirci rintontiti dal caldo. Era tempo di rimettere la prua verso il largo, sentire la brezza fresca del mare. Così salutammo il nostro eroe lasciandolo a riposare nel suo ultimo ormeggio per raggiungere il nostro prossimo porto.

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One thought on “Dripping gold (a pilgrimage)

  1. love the descriptions and at times it feels like reading a very pleasurable book!! keep it up.. 🙂

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