Boat, sweet home

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ENG
It happens quite often to me to compare the existence of the isolated world that a boat is with the larger world outside it. Life on board is an amplification of normal life with an extended time and an enlarged power. So you can observe the same phenomenon on board than on land but they normally are more violent, more severe, their consequences quite often dramatic.

One of the most frequent sentences on the yachting world is the following: “the biggest danger on board is other people”. I must say I deeply experienced the truth of that last year during my crossing with Momo completed with unexperienced people.

I am now in Trinidad, dealing with the preparation of an aluminum boat that has to be delivered to the Mediterranean. This time I won’t be able to choose my crew and they will both be unexperienced people. I daily speak with them, explain to them the hazards of ocean sailing but too often I notice that they minimize the deal instead of taking it seriously.
I can notice that people who never faced the ocean are not at ease with the idea of it. They perhaps focus themselves in little unimportant details and at the same time they cannot face the biggest points.

In this process I can observe than unexperienced people lack in two important parameters: largeness and duration.
Largeness is the sense of how big things can be in the ocean. Big waves, big forces, big spaces. The second parameter is the most crucial. Duration. Duration is something we tend to lose in our normal lifes. Everything is quick, things change and pass by and we never face the need of managing them for long. Unexperienced people unconsciously tend to apply this mindset when dealing with offshore navigation. But nothing is quick in the ocean.

Duration is the deal in this big environment. Meteorological phenomenon and time of navigation, everything last long. You have to face bad weather and you think you will just resist a bit and let it pass by. Wrong. If you are not prepared an average bad weather can knock you down in three hours and if you are lucky it is going to last further two days after you are already out of the play. If you are unlucky it can easily last a week.
My opinion? Good preparation of the boat and yourself is essential and all the trick that technology can offer are welcome.

ITA
Mi piace osservare come noi uomini reagiamo alla innaturale situazione che è il vivere in uno spazio ridotto galleggiante fra i flutti del mare. La vita a bordo ė come la vita a terra ma con tempi allungati e forze da fronteggiare molto più grandi. Questo si riflette nelle dinamiche sociali di bordo, spesso più crude, dirette, non raramente violente che a terra.

Una delle frasi che ho sentito più spesso pronunciare riguardo alle dinamiche di bordo è la seguente: “il più grande pericolo a bordo sono gli altri”. E ho verificato quanto ciò sia vero la scorsa primavera durante la traversata con Momo.

Sono a Trinidad and Tobago, alle prese con un Ovni in alluminio da riportare in Mediterraneo. Non ho avuto la possibilità di scegliere l’equipaggio ed avrò nuovamente come compagni due marinai che non hanno mai visto l’oceano. Uno di essi non ha mai navigato di notte.
Quotidianamente mi capita di parlare con loro, esporre problematiche che dovremo fronteggiare una volta in oceano e il più delle volte li vedo rispondere a questi input minimizzandone l’importanza. Ho notato che persone prive di esperienza in oceano hanno difficoltà a rapportarsi con l’idea stessa del ‘grande blu’ che esso è. Spesso si perdono in piccoli dettagli, le stesse cose di cui si preoccuperebbero in una navigazione pomeridiana da Bocca d’Arno alle Secche della Meloria, per poi vedere i propri pensieri annacquati nella vaghezza se provano a confrontarsi con argomenti di vitale importanza.

Posso osservare che ai neofiti mancano spesso due concetti basilari: grandezza e durata. La grandezza è il senso di quanto le cose possano essere grandi in oceano. Parlo di cose materiali, come le onde e i fenomeni meteorologici, ma anche di energie, quelle fisiche di cui dobbiamo disporre e che dovremo spendere.
Il secondo parametro, la durata, è il più importante. Nella vita a terra raramente ci troviamo a fronteggiare problemi di lunga durata. Certo, possono esistere processi che ci coinvolgano per molto tempo, ma raramente si tratta di impegni continuativi, senza assoluta possibilità di pause per interi giorni. Chi approccia l’Oceano per la prima volta tende a traslare questo atteggiamento mentale nelle routine di bordo. Ma raramente le cose funzionano così.

La durata è tutto nell’ambiente della vela oceanica. I tempi sono dilatati rispetto agli standard di terra. Siamo investiti da una perturbazione e possiamo pensare che basterà resistere un po’ e quella passerà. Questo approccio raramente paga. Se sorpresi da un meteo avverso privi di preparazione si può soccombere, fisicamente stremati dopo appena tre ore. E dopo ciò non è raro che il cattivo tempo dovrà ancora durare giorni.

La percezione stessa che si ha del tempo tempo allora si dilaterà e anche solo quella che avrebbe potuto essere una ‘nottata difficile’ o ‘una nottataccia’ possono trasformarsi in un interminabile inferno senza fine.
Nel fronteggiare questi rischi la preparazione è tutto. Preparazione tecnica, preparazione psichica. E perchė no, ogni aiuto che può venire dai tanti gadget tecnologici che il mercato ci mette a disposizione.

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One thought on “Boat, sweet home

  1. Francesco Mala

    I` going to take all of this on board. (metaphorically speaking)

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