Half-crossing

ENG
Another Atlantic crossing is over. I would say ‘I put my second crossing under my belt’ as it is costume to say in the Uk.
Ok, followers of this blog will argue that there is no evidence of what can be properly called an “Atlantic crossing” in what I recently posted. My position log on youposition.it in fact recorded a last entry in Horta and nothing else after it. Some closer sailor friends wrote me in the last days asking ‘so, haven’t you set sail from the Azores yet?’

I must admit it: this last one hasn’t been a proper complete crossing really. We sailed from the Caribbean to beautiful Horta, dropped the boat there and flew back to Europe! I can reason that the trickiest and more challenging part by the navigational point of view has been completed. It is also the longest leg, with its 2200Miles, double distance compared to the residual 1100Miles between Horta and the Strait of Gibraltar. To be honest with you and myself I will thereafter call my trip an half-crossing by the way…

The reason under the choice of dropping the boat in Horta was the need of the owner, who was also on board during the half-crossing to take a long rest on shore. In addiction to that he fell in love with the idea of catching the opportunity to cruise in the Azores with his nice boat. So Cassiopea will spend the Summer in the green archipelago and their owners (lucky them) will do what I am still dreaming about: discovering the volcanic Islands one by one.

I greatly enjoyed the few days spent in Horta as I did last year. I discovered different paths, spoke with the same people and some new people too and also went visiting the panel I painted about my crossing with the Momo and found it in great shape (picture below)!

So its over for the moment… I am going to take a break from Atlantic sailing in the Med now. I am actually heading to the Elba Island (Tuscan archipelago) where I will spend several weeks working as a sailing instructor.
It is a good sensation going to enjoy the very heart of a Mediterranean summertime after two years spent mostly in the drizzly waters of the Atlantic!

ITA
Un’altra traversata atlantica è completata.
D’accordo, i più fedeli lettori di Odysseus’oar argomenteranno che non c’è evidenza di quella che propriamente può essere definita una ‘traversata atlantica’ nelle ultime settimane. L’ultima posizione su youposition.it mi colloga nel porto di Horta, alle Azzorre. Un paio di amici velisti mi hanno scritto recentemente, ‘ma allora, sei ancora alle Azzorre?’

Ok, lo ammetto prima di qualsiasi ulteriore spiegazione: quest’ultima non è stata propriamente una traversata dell’Atlantico. Abbiamo navigato dalle Antille alla verde Faial (l’isola sulla quale giace Horta) e da lì abbiamo volato in Europa, lasciando la barca in custodia al porto di Horta.
Certo non si può non riconoscere che la sezione più complicata dal punto di vista della navigazione è stata completata e che essa per di più rappresenta una buona parte della distanza complessiva: 2200Miglia dalla Martinica alle Azzorre contro le 1000Miglia che separano queste ultime dallo Stretto di Gibilterra.
Per sentirmi totalmente onesto quindi definirò quest’ultima navigata come una semi-traversata atlantica.

Ma perchė avete lasciato la barca invece che proseguire fino al Mediterraneo, qualcuno ha chiesto, insinuando il dubbio di problemi tecnici o dissidi a bordo. Niente di tutto ciò. Un insieme di motivi per i quali questa scelta è risultata ottimale: la mia necessità di rientrare temporaneamente in Italia, il desiderio del proprietario di riposare dopo un mese e mezzo di lavori di cantiere nel caldo dei Caraibi seguiti da 25giorni di navigazione impegnativa.

Horta è risultato un porto ideale per le necessità della barca, del suo equipaggio e del proprietario. Perfino Nicolas, il ragazzo bretone che ho imbarcato a Le Marin in Martinica ha trovato Horta come uno scalo perfetto alle sue esigenze: da lí ė potuto imbarcarsi su una barca francese, destinazione Sud della Spagna.
Io dal mio canto ho goduto del mio tempo a terra ad Horta come al solito. Ho potuto far visita al dipinto lasciato sulla diga di sottoflutto trovandolo in ottime condizioni (vedi foto sotto).

Mi prendo una pausa dall’Atlantico per il momento. Sto viaggiando verso l’Isola d’Elba dove passerò parte dell’estate. Devo ammettere che dopo due anni trascorso nella frizzante brezza dell’Atlantico non mi sispiace affatto di potermi godere il nostro magnifico arcipelago (quello toscano) dal cuore dell’antica estate mediterranea!

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